Martedì 6 giugno 2000
ore 21.00
Wystan e Stephen
Wystan Hugh Auden e Stephen Spender
a colloquio attraverso i loro testi poetici, brani di lettere e atmosfere musicali
con introduzione critica di
Franco Buffoni
letture ad alta voce di
Franco Sangermano e Umberto Tabarelli
consulenza musicale
Tiziano Tononi
Venerdì 9 giugno 2000
ore 21.00
Tess e Raymond
Tess Gallagher e Raymond Carver
a colloquio attraverso i loro testi poetici, brani di lettere e atmosfere musicali
con introduzione critica di
Riccardo Duranti
letture ad alta voce di
Relda Ridoni e Umberto Tabarelli
consulenza musicale
Tiziano Tononi
Martedì 13 giugno 2000
ore 21.00
Marina e Boris
Marina Cvetaeva e Boris Pasternak
a colloquio attraverso i loro testi poetici, brani di lettere e atmosfere musicali
con introduzione critica di
Fausto Malcovati
letture ad alta voce di
Relda Ridoni e Umberto Tabarelli
consulenza musicale
Tiziano Tononi
Tutti gli incontri si terranno presso la Sala Riunioni di Villa Casati.
Piazza Mazzini a Cologno Monzese.
MM Cologno Centro
Uscita tangenziale Est – Cologno Monzese
“mio due mio doppio”
Se il due è il numero perfetto della poesia non è per una deformazione sentimentale o per una incorreggibile vocazione intimistica. Il suo
due è tutto meno che una pacificazione, una apoteosi della coppia, del numero chiuso. La
dimensione duale di cui la poesia non sa fare a meno è la voce dell’altro, quello che fu amante amico o nemico ma soprattutto è la sponda contro cui corrono i versi e contro cui
qualche volta si infrangono. E’ il famoso “tu” di Montale (“i critici ripetono, / da me depistati, / che il mio tu è un istituto”); è quel
fatale coniugarsi di ogni verbo e di ogni sintagma grammaticale alla seconda persona. “Non verremo alla mèta a uno a uno / ma a due a
due” ci ricorda Eluard.
La biblioteca con questa rassegna ha scelto di mettere a dialogo dei poeti che nella vita e nella letteratura si sono dati del tu:
amorosamente, fraternamente, imperiosamente. A illustrare questo colloquio – che sarà portato sulla scena da voci di attori e per un
attimo risuonerà anche nella sua lingua originale – la biblioteca ha chiamato alcuni tra i maggiori conoscitori italiani dei poeti che
vengono presentati. E una musica sottile li seguirà fino a farsi essa stessa, nel finale, protagonista.
Wystan Hugh Auden e Stephen Spender: dalla guerra di Spagna al dio che è fallito, da una stanza di Oxford al funeral blues, un
sodalizio che passa gli anni e oltrepassa i versi. Boris Pasternak e Marina Cvetaeva, un acquazzone di luce e una ferita nello scaffale.
Raymond Carver e Tess Gallagher: una vita in due, una vita in versi.
Per la biblioteca dar voce a queste voci è la sfida più bella: di quelle che la fan sentire viva.
Wystan Hugh Auden (1907-1973), esponente di spicco dei poeti inglesi della “Thirties Generation”. In Spagna a fianco dei
repubblicani nella guerra civile, dal 1939 visse in America, per tornare in Europa nel 1956. “Il tema della poesia di Auden – ha
detto Spender – è stato, per tutto il suo sviluppo, quello dell’amore”. E Hannah Arendt: “Mi sono convinta che egli fosse
«spinto dal dolore alla poesia» ancora più di Yeats”.
Stephen Spender (1909-1995), formatosi letterariamente accanto ad Auden, ne rimase amico per tutta la vita. Dopo
l’adesione al marxismo, se ne distaccò gradualmente senza mai rinunciare del tutto (a differenza di Auden) all’impegno politico.
“Il centro di gravità della poesia di Spender è la vita stessa: la vita degli impulsi profondi, delle speranze comuni, della
disperazione individuale e della sofferenza di tutti” (Alfredo Rizzardi).
Boris Pasternak (1890-1960), poeta e romanziere russo, Premio Nobel per la Letteratura, partecipe dei fermenti letterari del
periodo rivoluzionario, indicato come il massimo poeta sovietico nei primi anni dello stalinismo, poi caduto in disgrazia fino alla
pubblicazione all’estero del Dottor Zivago (che uscì in URSS solo nel 1988). Iniziò nel 1922 un rapporto epistolare
intensissimo con Marina Cvetaeva, in cui si inserì anche Rilke. “Boris, Boris come saremmo stati felici insieme… in questo
mondo, ma soprattutto in quell’altro, che è già «dentro di noi»… Avremmo cantato insieme all’unisono” (da una lettera di
Marina Cvetaeva).
Marina Cvetaeva (1892-1941), dopo l’apprendistato simbolista pubblicò i primi versi ancora giovanissima. Sposata a Sergej
Efron, fucilato per la sua partecipazione alla guerra civile nelle file dei “bianchi”, visse sempre in esilio, salvo sporadici ritorni in
patria. Una sua figlia morì di fame, l’altra, Alja, fu condannata al confino. Il 21 agosto del 1941 Marina si impiccò a una trave
nel campo di Elabuga, dove era giunta seguendo l’ondata di evacuazione. “Forse vi è un muto rimprovero nel silenzio della tua
fine” scrisse Pasternak.
Raymond Carver (1938-1988), una vita difficile tra la vocazione letteraria e le difficoltà di sopravvivenza. Come i personaggi
dei suoi racconti ha peregrinato a lungo nei grandi territori dell’America “marginale”, dando voce al “nuovo proletariato della
psiche”, ai poveri della civiltà dei consumi, con quella strenua attenzione al dettaglio e al quotidiano che gli hanno guadagnato
l’etichetta di minimalista. “Fai conto che io dica estate, / scriva la parola “colibrì”, / la metta in una busta, / la porti giù per la
discesa / fino alla buca. Quando tu aprirai / la lettera, ti riverranno in mente / quei giorni e quanto, / ma proprio tanto, t’amo.”
Tess Gallagher (1943) ha tenuto e tiene corsi di “scrittura creativa” in numerose università americane. Poetessa molto
apprezzata, ha pubblicato Moon Crossig Bridge (1992), My Black Horse (1995), Portable Kisses (1996). In italiano sono
usciti i racconti L’amante dei cavalli (1997), e le poesie di Spontaneamente (1999).”Stamane mi è venuta in mente
un’immagine – che quando lavoravamo era come il verso sovrapposto di due colibrì. Non si poteva distinguere dove
cominciasse uno e finisse l’altro.”
Franco Buffoni, poeta e traduttore, insegna Letteratura inglese all’Università di Roma. L’ultimo suo libro pubblicato è Il profilo del rosa nella
prestigiosa collana dello “Specchio” Mondadori (2000).
Riccardo Duranti insegna all’Università di Roma, ha tradotto numerosi testi dall’inglese e ha curato in Italia la pubblicazione delle opere di
Raymond Carver e Tess Gallagher, a cui è legato da una lunga amicizia.
Fausto Malcovati è docente di Lingua e Letteratura russa all’Università Statale di Milano, ha tradotto e curato opere di Cechov, Dostoevskij,
Blok, Tolstoj, ecc. Tra i suoi libri: Introduzione a Dostoevskij, Laterza, 1998.